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Miele del crinale dell’Appennino emiliano-romagnolo.
Le zone a particolare vocazione apistica, per la produzione di miele, sono rappresentate dalla fascia collinare e montana, ricca di piante nettarifere, tra cui primeggiano lupinella, castagno, rovo, lampone, pruno selvatico e più in alto mirtillo ed erica. Il miele di erba medica è prodotto su fioritura di medicaio, da alveari dislocati in pianura e posti fino alle prime propaggini collinari, mentre Bagnacavallo è il territorio maggiormente interessato alla produzione del miele di tiglio. Il nettare dei fiori è raccolto dalle api sulle piante di tiglio che fiorisce nel mese di giugno. L’apicoltura moderna, praticata oggi nel territorio, definì le basi oltre un secolo fa. L’aspetto più importante, e caratterizzante, è stato l’introduzione e la diffusione d’alveari razionali, in anticipo rispetto alle altre regioni italiane. Molti apicoltori, dei veri innovatori di tecniche e materiali apistici, pubblicarono manuali diffusi in Italia e all’estero, furono promotori di convegni e fondarono i primi Consorzi del settore, crearono apiari scuola mentre nel frattempo si sviluppavano aziende d’allevamento intensivo d’api regine, ancora oggi leader sul territorio nazionale.