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Colline di Romagna, è il secondo olio extra vergine di oliva locale, riconosciuto Dop. Fino a poco tempo addietro, in Romagna l’olivicoltura rendeva poco, ma oggi è in crescita e, non a caso, ogni anno sono piantate più di diecimila piante, che si vanno a sommare a quelle già esistenti, alcune delle quali secolari. L’olivo trova la sua massima coltivazione nella provincia di Rimini, privilegiando il territorio collinare con riferimento geografico alle valli del Marecchia, del Marano e del Conca. Una discreta presenza si ha anche nelle prime colline dell’Appennino cesenate, nei territori di media e bassa collina, ubicati soprattutto nelle valli del Rubicone, del Savio, del Montone e del Bidente. La zona è complessivamente a buona vocazione per la coltura dell’olivo, ed è caratterizzata da terreni di medio impasto, a volte tendenti all’argilloso e in alcuni casi con buona presenza della frazione sabbiosa. Le varietà sono: frantoio e/o correggiolo (sinonimo locale di frantoio), minimo 60%; leccino, massimo 40%; ammessi pendolino, moraiolo, selvatico, rossina e capolga, non più del 15%. Le caratteristiche, in genere, dell’olio extra vergine di oliva Colline di Romagna, per lo più prodotto in quantità contenuta e legato al consumo locale, sono di colore giallo con riflessi verdognoli molto intensi. L’odore è fruttato tenue e il sapore è di media dolcezza, non eccessivamente corposo e molto apprezzabile. È sempre d’acidità molto bassa ed è adatto in cucina per condire insalate piuttosto ricche, per aggiunte a crudo su zuppe di ceci e fagioli, ma soprattutto per arricchire le preparazioni gastronomiche della cucina di mare, dagli antipasti ai pesci bolliti.