<
Home    Cerca    Mappa    Mailing    Preferiti  |  Carrello  |  Accesso e-commerce  



Iscriviti alla Newsletter

Formula di Acquisizione del CONSENSO dell'interessato
AL TRATTAMENTO DATI PERSONALI
(Art. 13-14 Regolamento Europeo Privacy 679/2016)

Compilando ed inviando questo modulo, acquisita l'informativa circa il trattamento dei dati personali sopra esposti (in conformità con l’art. 13-14 Regolamento Europeo Privacy 679/2016), si presta il consenso a trattare i dati personali per gli scopi indicati nella suddetta informativa. In qualsiasi momento potrete richiederci la cancellazione dei vostri dati, scrivendo all'indirizzo e-mail segreteria@aisromagna.it o via fax al numero 0547 092563.

       
E-mail
Iscrivetevi alla nostra Mailing List e sarete continuamente aggiornati su tutte le nostre novità.

Scalogno di Romagna.
Lo scalogno di Romagna è un gustoso e aromatico bulbo, in grado di garantire un ruolo gastronomico particolare e unico, esprime una storia esemplare, ricca di valori e significati e fa onore al territorio dov’è coltivato. La zona tradizionale di produzione dello scalogno, anzi della scalogna, - come si chiamava, ma è ancora così, richiamando l’antica origine da Ascalonia in Giudea - comprende i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo in provincia di Ravenna; Modigliana e Tredozio, in quella di Forlì-Cesena; Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano nel bolognese. L’Igp designa esclusivamente il bulbo cipollino della specie “Allium Ascalonicum”. Lo scalogno di Romagna è ottenuto secondo tecniche naturali e rispettose dell’ambiente tipico della varietà. Non può essere coltivato in successione a se stesso o ad altre liliacee, né a solanacee, barbabietole e cavoli.
Devono trascorrere almeno 5 anni per il ritorno sullo stesso appezzamento. I terreni idonei per la coltivazione sono di natura collinare, tessitura media tendente all’argilloso, asciutti, ben dotati di potassio e sostanza organica, ben esposti e soprattutto ben drenati. All’atto dell’immissione al consumo, lo scalogno è confezionato come prodotto fresco in mazzetti legati di circa 500 g; come prodotto secco in mazzetti, in trecce o in reti da 100 g.
Lo scalogno di Romagna è inconfondibile, singolare per la piccola forma a fiaschetto, la buccia coriacea, il colore, la fragranza, gli aromi delicati e i sapori aristocratici. Da quasi tre millenni conserva rigorosamente il medesimo corredo genetico, che lo varia rispetto a tutti gli altri e si riproduce non attraverso fiori, semi, incroci e manipolazioni, bensì con i suoi bulbilli originari, piantati, anno dopo anno, da capaci coltivatori e ortolani.