AIS Romagna    Cerca    Mappa    Mailing    Preferiti  |  Carrello  |  Accesso e-commerce  

Testo a cura di Adolfo Treggiari

Per un caldo pomeriggio di metà giugno, la collina dove sorge Tenuta Masselina è l’ideale per trovare un po’ di fresco. L’azienda sorge su una dorsale collinare in località Serra, protesa sulla pianura tra Imola e Faenza a monte di Castel Bolognese dove le brezze marine oltre che a portare sollievo dal caldo, producono escursioni termiche ottimali per la maturazione fenolica delle uve. Vista stupenda a 360 gradi: da un lato il mare e la via Emilia che divide la pianura dalla zona collinare, dall’altra la Serra con la cornice di colline boscate, grandi pendenze e soprattutto viti.

In compagnia dell’agronomo Riccardo Castaldi e dell’enologo Pierluigi Zama abbiamo fatto una lunga passeggiata in mezzo ai vigneti per vedere i vari metodi di allevamento, cordone speronato e guyot con impianti molto fitti e i vari accorgimenti “tecnologici” utilizzati per preservare le viti (l’azienda è in conversione biologica) come ad esempio le trappole per generare “confusione sessuale” tra le tignole. Camminando in mezzo alle vigne possiamo notare i vari dislivelli che queste colline offrono (ce ne uno che supera il 40%!). Dalle varie altitudini a cui si trovano i vigneti, prende nome il vino prodotto da essi

Le uve principalmente coltivate sono Sangiovese e Cabernet Sauvignon tra quelli a bacca nera, Chardonnay, Sauvignon, Trebbiano e Pignoletto tra quelli a bacca bianca.

La degustazione è cominciata con “150 slm” Pignoletto Doc Vino frizzante 2016: perlage lungo, fine e persistente; buon bouquet di frutta gialla e agrumi; bocca fresca con leggero finale amaricante.

“147 slm” Chardonnay IGT Rubicone bianco 2016: vino giovane, fresco in cui si ritrova forse più la tipicità del sauvignon che quella dello chardonnay.

“Lumedirosso” vino molto particolare dal bellissimo nome che ci è stato fatto degustare in anteprima. Si tratta di un Cabernet Sauvignon vinificato in bianco. Inizialmente, forse troppo freddo, non esprimeva note particolari. Lasciato nel bicchiere dopo un po’ sono venuti fuori intriganti sentori di frutta fresca. Pecca un po’ di freschezza.

“Romagna Docg Albana” secco 2016 e 2015: confronto tra 2 annate di albana. La più recente ancora un po’ spigolosa ma molto promettente (da risentire a settembre), la più vecchia con un naso ricco e intenso (albicocca, pesca, nespola). Una bocca piena, sapida con una buona acidità e un finale lungo. Particolare che in entrambe le annate il colore sia rimasto un po’ scarico, più paglerino che il classico dorato.

“138 slm” Romagna Doc sangiovese superiore 2016: vino di grande eleganza ed equilibrio. Profumi tipici per un sangiovese dalla ciliegia alla viola. Buona lunghezza.

“158 slm” Cabernet Sauvignon – Sangiovese Rubicone: buona struttura con sentori di frutta rossa, minerale, fiore rossi. Buona freschezza e buona sapidità di media lunghezza.

Romagna Doc Sangiovese riserva 2010: colore intenso e scuro. L’affinamento in botte non disturba. Tra i profumi spicca della frutta rossa matura con un tocco di speziatura. Equilibrato, ancora con una buona dose di freschezza e un tannino morbido.

VINO DELLE ANFORE Trebbiano 2010: questo vino nasce in un vigneto antico di Trebbiano, di oltre 40 anni di età. Le uve, prima selezionate poi diraspate a mano, vengono poste nelle anfore per la fermentazione alcolica e una volta tolte le bucce per quella malolattica. A questo punto è la volta del passaggio in legno che permette al vino di completare il suo ciclo. Massellina è stata la prima azienda ad utilizzare anfore di terracotta prodotte artigianalmente con le argille di Faenza. Le bottiglie sono impreziosite dal medaglione in ceramica che riproduce i volti quattrocenteschi delle nobili dame faentine. Il vino si presenta di un colore giallo oro con riflessi ramati. Il profumo è complesso con sentori di fiori e frutta gialla, miele di acacia, agrumi; minerale. Il gusto si presenta pieno, fresco, balsamico, con una piacevole sapidità e grande morbidezza che regala al palato una sensazione vellutata.

VINO DELLE ANFORE Sangiovese. Anche per questa produzione, Massellina utilizza anfore di terracotta prodotte artigianalmente con le argille di Faenza. Invece delle dame, queste bottiglie sono impreziosite dal medaglione in ceramica che riproduce i volti quattrocenteschi di cavalieri faentini. Colore ancora vitale, ampi profumi di ciliegia, viola, frutti di sottobosco. Media freschezza e sapidità si accompagnano ad un tannino presente ma non troppo graffiante. Lunga persistenza.