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di Gian Carlo Mondini – Responsabile Area Grandi Eventi

 

Ricordare Nerio Raccagni può sembrare semplice, almeno per chi fra noi Sommelier ha avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere momenti di confronto che hanno sempre fatto parte della sua vita, ma ci ha fatto crescere con una passione straordinaria.

Nerio non era mai banale, sempre all’avanguardia con una visione delle cose più avanti degli altri, è stato sempre un punto di riferimento per la valorizzazione del suo territorio “Brisighella e dintorni” che lui amava e nel quale credeva come pochi dedicandoci tempo e una passione viscerale quando si trattava di prodotti, olio o vino indistintamente.

Negli anni 70 era da poco nata l’AIS ma la Romagna era già ben rappresentata perché da subito a livello nazionale si sono distinti i vari Gianfranco Bolognesi, Paolo Teverini, Mario Lombardi, Roberto Giorgini e lo stesso Nerio che a Cagliari nel 76 conquistò un apprezzabile 2 posto al Concorso Miglior Sommelier D’Italia. Nel frattempo AIS Romagna si rende autonoma creando una Sezione Regionale staccata dall’Emilia dopo un periodo in cui gli stessi colleghi avevano condotto un gruppo di lavoro in cui Nerio ne era uno dei componenti, propulsore inesauribile e instancabile.

Erano i tempi in cui i corsi erano due e il materiale didattico era formato da dispense, contava molto la conoscenza e la preparazione fatta sul campo, non c’era internet, ne testi, poi nel tempo siamo arrivati alla programmazione attuale.

Si comincia anche a parlare di abbinamento cibo-vino, si prova e riprova, si sperimentano idee, piatti, vini, nascono i primi bozzetti, ognuno porta le proprie esperienze personali e il Prof. Pietro Mercadini comincia a tracciare quel poligono e i principi fondamentali dell’abbinamento cibo-vino che oggi sono il fiore all’occhiello di AIS.

Nerio opera nell’albergo ristorante di famiglia Gigiolè a Brisighella, insieme al fratello Tarcisio che si occupa della cucina, in pochi anni il locale e i fratelli Raccagni diventano un punto di riferimento per turisti e appassionati clienti.


Ma personalità, la voglia di innovare e sperimentare di Nerio non si ferma mai, ecco che sempre a Brisighella si trasferisce al Ristorante La Grotta, un piccolo angolo scavato in una grotta di calcare e gesso che diventa una metà ancor più preziosa e ambita fino a conquistare una stella Michelin grazie a quel modello di ristorazione fatto di innovazione, coraggio e personalità uniche.

In quegli anni, noi ragazzi più o meno trentenni appena neodiplomati sommelier come Rita, Clelia, Mauro, G ian Carlo e altri, ci ha preso per mano e ci ha guidato in un percorso straordinario per aiutarci a superare l’esame da professionista. Incontri settimanali, degustazioni di vino e olio, visite alle aziende, memorabile quella a Castelluccio con la scoperta del sauvignon Ronco del Re di dieci anni, un continuo stimolo a crescere che ci ha innestato lasciando in tutti noi un segno indelebile nel tempo.

Non dimenticheremo mai il suo motto “guardatevi attorno, non sentitevi mai arrivati, siate sempre curiosi”

Nerio era diretto, esigente, prima con se stesso poi anche con noi, non aveva mezze misure, quello che pensava esternava, a volte con esuberanza, spesso nei confronti di tutti diceva che si doveva o si poteva fare di più, ma il tutto sempre con un sorriso che ti rassicurava e che sentivi come una protezione in cui rifugiarti o chiedere consigli in caso di difficoltà.

Oggi abbiamo perso “il nostro Maestro Nerio” un grande Uomo, un grande professionista, una grave perdita per tutti, un esempio che sarebbe ancor oggi attualissimo che ci mancherà tanto.

A noi di AIS e a chi ha avuto la fortuna di condividere con lui anche solo pochi attimi rimarrà sempre uno dei ricordi più belli.

Ciao Nerio, un affettuoso grazie.