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Testo a cura di Giovanni Solaroli, responsabile guida nazionale Vitae

Lo confesso, non sono iscritto al gruppo di servizio da tempo. La ragione è semplice, non ho il master sulle tecniche di servizio perché non ho mai dato l’esame. Mi sono dunque perso l’aggiornamento annuale che AIS Romagna predispone periodicamente affinché ogni sommelier sia sempre preparato ed informato sul modo migliore di prestare la propria opera. L’ultimo aggiornamento a cui partecipai, ma direi anche il penultimo ed il terzultimo, riguardava essenzialmente gli aspetti legati al servizio a tavola, quindi la mise en place, la presa della comanda, i bicchieri giusti, la stappatura, la decantazione di un vino ecc, ecc. Ho ritenuto perciò, non essendo questa una delle mia aspirazioni, di lasciare spazio a chi invece ne avesse potuto trarre piacere e soddisfazione. Questo, fino all’anno scorso. Verso la fine dell’anno passato è stato approvato un regolamento che consentiva di far parte del gruppo di servizio anche a chi, come me, limita la sua partecipazione in pubblico alla presentazione di un vino o di un territorio o alla conduzione di una serata e/o evento indossando la divisa AIS. Naturalmente ne ho approfittato e mi sono reinserito nel gruppo di servizio. E mi sono iscritto al primo aggiornamento che chiamerò “dell’era moderna”. L’aggiornamento si è tenuto a Riccione, un luogo non proprio comodissimo da raggiungere, visto che non sta al centro geografico della Romagna. Una levataccia, si iniziava alle 8.30, ma ben ripagata per merito del Presidente Roberto Giorgini e la delegata AIS Rimini Nunzia Tesoro che hanno organizzato e predisposto il programma. Dopo una ripassatina veloce al regolamento del G.d.S. nazionale e regionale, svolto con la consueta professionalità dal referente regionale Pietro Vicchi, il programma prevedeva un intervento sulla comunicazione del vino a cura di Ilaria e Marco, rispettivamente addetta stampa AIS Romagna e fresco vincitore del Master del Sangiovese. Per certi versi si è trattato di una vera e propria alfabetizzazione sulla comunicazione del vino. In coppia, alternandosi vicendevolmente, Marco e Ilaria ci hanno dapprima spiegato, poi mostrato con divertenti siparietti, le varie situazioni che il sommelier si trova ad affrontare durante il servizio. Dalla gestione di un reclamo, al modo di presentare e descrivere correttamente un vino ad un cliente in un banco d’assaggio. Adottare un comportamento adeguato è di estrema importanza per la nostra associazione, e sono certo che è nelle intenzioni di tutti noi sommelier rispettare e valorizzare il lavoro dei vignaioli che ci affidano i loro vini, ma a volte si possono commettere errori e leggerezze in buona fede. I relatori, direi con una consumata regia, ci hanno messo in una condizione di maggior consapevolezza delle situazioni più critiche ed insidiose. Un paio di video clips proiettate hanno poi messo alla berlina alcuni errori piuttosto frequenti che possono mettere il sommelier in posizione di debito di eleganza ed efficacia durante la prestazione d’opera. Per conto mio ho apprezzato molto il taglio da “era moderna” che Ilaria e Marco ci hanno proposto e sono convinto che anche le “vecchie volpi” del servizio abbiamo tratto utili spunti. In ogni caso, come non avvertire quel refolo di aria fresca di cui tutti abbiamo bisogno.