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A cura di Luca Giuliano Salvigni

Infine arriva, in una soleggiata mattina di metà settembre, quella mail che tanto stavi aspettando “AIS ti invita a prendere parte, quale professionista con il miglior punteggio della tua sessione d’esami alla Borsa di Studio Bonaventura Maschio”.
Ti trovi per qualche minuto in un turbinio di emozioni, la felicità per esserci riuscito, la soddisfazione di aver rivisto, in una mail, tutti i tuoi sacrifici dell’ultimo anno, il tempo dedicato allo studio anziché allo svago, le serate degustazione, i bellissimi momenti con un gruppo di Amici aspiranti Sommelier per degustare e ripassare assieme.
L’eccitazione del momento lascia ben presto il posto ad una cruda verità, avendo un lavoro come quello del ristoratore che ti prende quasi tutto il giorno bisognerà cercare le ore per studiare in orari estremi, e allora ricominci, le sveglie puntate all’alba e le notti passate davanti ai libri, con passione e dedizione.
E’ passato oltre un mese ed arriva il giorno della partenza: controlli che la divisa sia in ordine, carichi nella valigia tutti i tuoi appunti anche se sai che non li sfoglierai, la testa è piena di nozioni che non sai se ricorderai, imposti il navigatore e decidi, per smorzare la tensione, di fermarti in qualche cantina lungo la strada deviando il percorso originale di un centinaio di km, andando alla ricerca di produttori e prodotti da aggiungere alla tua Carta: in fondo hai scoperto che questo mondo ti porta ad essere così, programmi i tuoi viaggi in base a questa tua voglia di ricerca…
Arrivi a Oderzo, e ti ritrovi ad incamminarti verso la Location della cena assieme ad Anna Maschio e al Presidente AIS Maietta, i quali subito ti mettono a tuo agio, probabilmente la tensione era evidente e come te anche altri 25 colleghi professionisti.
E’ difficile prender sonno, impossibile ripassare, hai la testa vuota, come se tutto ciò che sai fosse sparito dalla tua mente, hai paura di non essere all’altezza.
La mattina ti alzi e senti subito il bisogno di sederti al banco con i test davanti, indossi la divisa, fai il nodo la cravatta e parti verso la Distilleria Bonaventura Maschio, sede del test. La tensione del giorno prima è sparita, ha lasciato spazio alla voglia di dimostrare che se sei lì è perché te lo sei meritato, e finalmente ti trovi seduto alla tua postazione pronto per la giornata.
L’introduzione del Presidente incomincia con una frase ad effetto, “Benvenuti, prima di tutto complimenti, voi siete l’eccellenza delle vostre delegazioni…” parole che ti riempiono di orgoglio e che ti fanno ascoltare con più serenità e concentrazione la bellissima lezione sulla distillazione tenuta dall’Enotecnico Baseotto e dal Professor Sensidoni, oltre due ore di approfondimento sulla distillazione, sulle acquaviti e sulle peculiarità per il riconoscimento delle stesse.
E’ Andrea Maschio a dare l’”in bocca al lupo” ed il via per il test; il tempo scorre inesorabile e la penna viaggia senza sosta fra le pagine del test. Scaduto il tempo non c’è pausa, arrivano i due vini e due fogli bianchi, ti chiedono di essere originale nella degustazione scritta del vino; ecco la sfida, uscire dalla fredda scheda fatta di soli termini ed entrare in qualcosa di più ampio, la penna si ferma solo dopo aver scritto i punteggi dei vini. Ma non è ancora finita, cambiano i calici e davanti ti trovi una fila di distillati, lo sapevi che c’era il riconoscimento alla cieca dei distillati, ti eri preparato, ogni sera, 10 campioni al bancone del bar alla ricerca dell’En Plein e dopo un minuto, il foglio era già compilato correttamente. La giornata termina con la visita in Distilleria, passeggi sereno fra gli alambicchi e le botti, ascolti le parole di Andrea, comprendi nelle sue parole l’amore che c’è per quei luoghi, per quel lavoro, per i suoi capolavori.
Oggi non posso far altro che ringraziare la Famiglia Bonaventura e la Famiglia AIS per la grande opportunità che mi hanno dato, tra cui la possibilità di confrontarmi con i migliori colleghi professionisti, non posso non ringraziare i miei compagni di viaggio che mi hanno sostenuto ed aiutato nello studio ed infine i relatori che mi hanno trasmesso passione e cultura.
Il risultato, per quanto positivo sia stato è secondario, è stato più importante essere lì e ben figurare, è stata più importante l’esperienza che ho vissuto anche, perché no, per i prossimi concorsi...