Si è svolta nella giornata del 6 Ottobre, la visita in cantina c/o l'azianda Ferrucci..

 

L’AMBIENTE, IL LUOGO E IL PRODOTTO

Dalla strada che taglia con discrezione il territorio ai piedi delle colline preappenniniche, lo sguardo si appassiona e si riposa – dopo aver lasciato la rumorosa via Emilia – nell’armonia, equilibrio e silenzio di un territorio gestito con attenzione e rispetto dall’uomo, tra filari di uva e distese di grano o altre “erbe del territorio” che compongono un delicato patchwork.

Guardato dall’alto del volo d’uccello che ci consente la tecnologia, osserviamo una di quelle rare perle di natura elegantemente modellata dall’uomo che, purtroppo, troviamo a piccole macchie qua e là nel bel Paese.

 

Questo è il rassicurante biglietto da visita che anticipa l’incontro con una “storia di vino” che viene da lontano, da tempi che hanno già il sapore dei libri e dei ricordi, e che, con le stesse cose, materie, oggetti e passione, cammina sicura e decisa nel futuro.

La materia prima principale è il Sangiovese, usato esclusivamente in purezza, ma con tecniche e trasformazioni che regalano consolidate qualità e rinnovate sorprese.

Interessanti la nicchia dei bianchi, con un Trebbiano Romagnolo rivisitato e un autoctono Bianchino Faentino valorizzato in abbinamento allo Chardonnay.

Chiude il passito di Albana che, per questa sorprendente piccola e importante Cantina, conferma la capacità dell’elegante e discreta mano dell’uomo sulla bontà della natura.

 

L’AZIENDA E LA PRODUZIONE

Abbiamo ascoltato una bella e appassionante storia di vita, di idee, di intuizione, di cuore, di conflitti generazionali, di lungimiranza, di generosità, d’amore e di famiglia dove il collante è il VINO.

Vino che in questa “cantina di famiglia” è cambiato nel tempo, nella passione per la ricerca e le sfide, ma con la costante forza e identità di un luogo che non è stato modificato nello spazio: solo 16 ettari di vitigno, e 120mila bottiglie ogni anno. Non è stato modificato negli obiettivi: una propria produzione controllata in ogni fase di coltivazione, trasformazione e imbottigliamento. E nella supremazia della qualità: una produzione limitata dei grappoli, una selezione accurata nella raccolta e una ricerca meticolosa per vini sempre più raffinati, personalizzati, certificati.

 

Alle porte della piccola cantina ci accoglie con squisita gentilezza Ilaria che con poche e precise parole ci racconta la bella e intensa storia da romanzo del padre Stefano, di una famiglia e, addirittura, di un paese e di una comunità, che, agli inizi degli anni Sessanta, si è inventato questo vitigno, questa “pazza” limitazione della produzione e questo particolare Sangiovese. Appassionato di storia romana, si è addirittura inventato i nomi importanti di alcune sue speciali bottiglie, così indovinati, così giusti, così perfetti da sembrare il nome stesso di un vitigno: Domus Caia e Centurione.

 

Nella Cantina Ferrucci tutto è piccolo, ma tutto è preciso e meticoloso: è tradizione e innovazione; è territorio e ricerca, è uomini e tecnologia. Anzi, è donne, perché dopo la giovane morte del padre Stefano, la guida dell’azienda è saldamente e meticolosamente in mano alle figlie Ilaria e Serena.

Tra le varie informazioni sui processi produttivi del campo e degli impianti, in continua ricerca, perfezionamento e personalizzazione, abbiamo la fortuna e piacere di vedere in diretta una delle fasi più originali delle tecniche e personalizzazione della produzione di questa azienda: l’appassimento delle uve in cassetta a temperatura e umidità costante per la “diversità” che caratterizza il Domus Caia, ma soprattutto, delle uve distese con cura in appositi “stendini”, che consentono una uniforme areazione dei grappoli e uguale appassimento degli acini per oltre un mese per diventare la materia prima dell’eccellente passito d’albana Domus Aurea.

 

 

I VINI

La degustazione ha interessato l’intera produzione della Cantina Ferrucci.

Si inizia con i bianchi:

il “Mattinale”, Trebbiamo Romagnolo 2017, vino verticale che colpisce particolarmente per l’affilata acidità e sapidità, che lo rende un piacevole vino da aperitivo.

Chiaro della Serra, invenzione originale della Cantina Ferrucci, composto da Chardonnay e dall’autoctono Bianchino Faentino, con profumi e piacevoli note floreali fruttate che in bocca risulta pieno e avvolgente.

 

Si prosegue con i rossi:

Auriga 2016, Sangiovese 100%, affinato solo in cemento, dal naso fresco, con frutta rossa, note vinose e caratteristica viola. In bocca colpisce il suo equilibrio, la persistenza e la chiusura con retrogusto amaricante.

Centurione 2017, Sangiovese Superiore, affinato in cemento vetrificato con uve provenienti da vigne di 25 anni, che aggiunge ai profumi di frutta e fiori le note speziate con ricordi di pepe nero, chiodi di garofano e liquerizia.

Domus Caia, è il fiore all’occhiello dell’intera produzione, il “figlio maschio” di Stefano Ferrucci. Sangiovese Riserva anno 2015, le cui uve, provenienti da vigne di 40 anni, sono sottoposte ad appassimento di circa 20 giorni. Dopo la macerazione in vasche di cemento vetrificato viene affinato in tonneau per 12 mesi. Rubino profondo, si apre al naso donando sentori speziati, fondi di caffè, radice di liquerizia, pepe nero, frutta rossa in confettura e su tutto una piacevole sensazione balsamica. Al sorso colpisce il tannino, importante ma ben integrato, lunga persistenza e l’elegante ritorno delle note pepate.

La piacevole sorpresa che ci ha riservato Ilaria è la degustazione del Domus Caia 2007, la prima annata interamente prodotta da lei. Vino ancora estremamente vivo che sprigiona note di sottobosco, terrosità, prugna cotta al forno e carruba. Sorso con tannino setoso, acidità ben presente, struttura importante e lunga persistenza su note speziate ed eteree.

Dulcis in fundo, Domus Aurea, Albana Docg 2016, un passito dal colore oro brillante lascia presagire un naso complesso e intrigante che si svolge su note di zafferano, albicocca disidratata, frutti tropicali. In bocca colpiscono la freschezza ma soprattutto la sapidità, la nota dolce ma non stucchevole, la piacevole armonia e il lungo finale su sensazioni di miele di acacia.


Siamo nel 1932, e tra le colline di Castel Bolognese nasce l'azienda agricola Ferrucci. Oggi, la stessa famiglia si dedica con amore e dedizione ai 15 ha di terreno di proprietà..  Vinificazione di sole uve di proprietà, potature per avere poche quantità di frutti, una scelta accurata durante la vendemmia e macchinari di ultima generazione sono solo alcuni degli ingredienti che rendono così grandi i vini dell'azienda. Il tutto dentro una struttura di epoca romana adibita un tempo, così viene tramandato, a stalla.

 

 

Vagando degusto riparte proprio da qui, da una delle Aziende che rappresentano la Romagna con le sue eccellenze, degusteremo i loro vini e….ammireremo l'appassimento dell'Albana!
Vi aspettiamo!

Sabato 6 ottobre ore 15,00 in via Casolana 3045 a Castel Bolognese.


Il contributo per la giornata sarà di € 10,00 a testa da saldare direttamente in loco al produttore.
È gradita la divisa di rappresentanza per i soci AIS

Prenotazione obbligatoria entro giovedì 04 ottobre a:

Casadei Angela 3395405854
Treggiari Adolfo 3474880604


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