Eventi   /   I SOCI RACCONTANO...   /   MASCIARELLI 29.10.18

a cura di Anastasiya Mykhaylyk

La sera del lunedì 29 ottobre 2018 si è svolta presso il ristorante la Guttaperga di Cesena una serata di degustazione di vini della rinomata cantina abruzzese Masciarelli, accompagnati ciascuno da un piatto sapientemente abbinato grazie alla collaborazione con lo chef Luca. All’evento, organizzato dall’AIS Romagna, hanno partecipato circa 100 appassionati di vino, tra cui sommelier e degustatori, aspiranti sommelier, amici e famigliari.
Ambasciatore delle Tenute Masciarelli per questa serata è stato il General Manager Dario Poddana, che oltre a presentare l’azienda ed i suoi vini, ne ha anche illustrato i valori e le peculiarità.
Masciarelli Tenute Agricole nacque nel 1981 dalla visione dell’imprenditore Gianni Masciarelli, che purtroppo venne a mancare nel 2008 lasciando l’eredità nelle mani della moglie Marina Cvetic e della figlia. Oggi le tenute si estendono su 360 ettari distribuiti su tutte e quattro le province abruzzesi e contano 62 vitigni, ognuno con le proprie specifiche caratteristiche. La singolarità di ogni vino, come ha sottolineato Poddana, è strettamente legata al territorio al quale da sempre Masciarelli dà un’innegabile importanza. Gianni Masciarelli riteneva, infatti, che fosse proprio la conoscenza del territorio e la sua valorizzazione a determinare la qualità del vino e non solamente la scelta del vitigno, per questo ogni vigneto viene trattato individualmente, nel rispetto delle sue peculiarità. Più concretamente, quando si parla di territorio, ha spiegato Poddana, si parla di geologia, altimetria, aspetti climatici, dei venti, del sole e di tutto ciò che si potrebbe riassumere sotto la parola terroir, compresa la composizione del terreno (argilloso, ghiaioso, sabbioso, ecc). Ogni elemento influisce in maniera differente sull’uva che vi cresce e di conseguenza sul vino di ogni bottiglia, donandogli delle profumazioni, degli aromi, delle sfumature diverse. L’azienda affonda le sue radici nel territorio e nella tradizione, ma abbraccia anche l’ideale dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, grazie anche a Marina Cvetic, di origine croata, che entrò a far parte della vita di Masciarelli e della sua azienda dal 1987. Masciarelli infatti, nel tempo ha adottato nuove tecniche, come ad esempio il sistema di allevamento Guyot, e ha introdotto nuovi vitigni, come il Syrah. D’altro canto, oltre a portare novità dal mondo nella propria azienda, Masciarelli porta anche un po’ di Abruzzo nel mondo attraverso l’esportazione dei sui prodotti.
Durante l’evento gli ospiti hanno avuto occasione di degustare 6 dei 18 vini attualmente prodotti dalle tenute, presentati da Dario Poddana e da alcuni Sommelier della delegazione AIS Romagna che hanno permesso così una migliore comprensione del percorso enogastronomico intrapreso.
 

Villa Gemma Bianco Colline Teatine IGT è stato proposto in accompagnamento ad un carpaccio di branzino con crudité di finocchio e rapa. Un vino fresco, ma allo stesso tempo sapido che presenta sentori minerali derivanti dal terreno argilloso e calcareo di provenienza delle sue uve (Trebbiano, Cococciola e Pecorino).
 

Castello di Semivicoli Trebbiano d’Abbruzzo DOC ha accompagnato il baccalà mantecato con polenta rosticciata al rosmarino e cavolo rosso fritto. Un trebbiano in purezza dalle note iodate date dalla vicinanza del vigneto al mare e note di frutta a polpa bianca che hanno smorzato un piatto di maggior peso con componenti fritte.
 

Villa Gemma Cerasuolo d’Abruzzo DOC accostato ad una crema di ceci con seppiolini in guazzetto e prosciutto croccante. Un rosato 100% Montepulciano che per le sue caratteristiche si avvicina molto ad un vino rosso da servire con piatti importanti e saporiti, carico di frutta come l’amarena e il melagrano.
 

Marina Cvetic Syrah Colline Pescaresi IGT abbinato ad un passatello asciutto con radicchio rosso, salsiccia, castagne e fonduta al fossa. Tocco internazionale della serata è il Syrah, cresciuto su terreno ricco di ardesia, sabbia ed argilla in una valle piuttosto ventosa. Le note aromatiche che lo caratterizzano sono fruttate, floreali, ma anche speziate ed erbacee, sviluppate durante l’affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese. 


 
 

Infine, due Montepulciano in purezza sono stati messi a confronto, in abbinamento allo spezzatino di agnello su purè di sedano rapa e patate: Marina Cvetic Iskra Colline Teramane DOCG e Marina Cvetic Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva San Martino Rosso. Un vitigno storico per l’Abruzzo declinato in due maniere completamente differenti. Nel primo caso i vigneti si trovano su terreno sabbioso e sono colpiti da costanti venti mediterranei, vendemmia a fine ottobre. Il risultato è un vino intenso e complesso, con sentori di frutti rossi e di spezie, acidità spiccata e piacevole pungenza. Nel secondo caso il territorio più interno è colpito da venti montani ed il terreno è ricco di argilla, vendemmia a metà ottobre. Il vino ottenuto è sempre intenso e complesso con sentori di frutta e spezie, ma sta volta più ampio e rotondo. Il suo bouquet di profumi e aromi e le differenze dal vino precedente sono certamente influenzate anche dall’affinamento in barriques di rovere di 2° passaggio.


Un percorso enogastronomico piacevole per il palato e per la mente: ogni vino e l’armonia dell’abbinamento corrispondente sono stati commentati da professionisti e neofiti in un fervente scambio di opinioni. I Sommelier, tra cui anche il Presidente AIS Romagna Giorgini P.R., hanno messo a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro professionalità ascoltando i pareri dei partecipanti e ricambiando con la propria expertise. Non ci si è limitati ad elogiare i vini degustati, ma si è cercato di analizzare con occhio critico (ma anche naso e palato!) gli abbinamenti, cercando di individuare quelli più riusciti e di motivare le valutazioni fatte. Inoltre, sono stati analizzati i vini in sé, nel tentativo di stilare una scheda analitica mentale confrontandosi con i commensali e con le informazioni delle schede fornite. Tra queste vi era anche una scheda grafica di abbinamento cibo vino che forse qualcuno si è dilettato a compilare, un esame che anche le nuove reclute non vedono l’ora di essere in grado di eseguire. 
 
 



L’interesse, o se vogliamo l’amore, per il mondo dell’enogastronomia, il desiderio di annusare, assaggiare e scoprire, la voglia di saperne e capirne di più ha unito gli ospiti in una meravigliosa serata in cui sentirsi parte dello stesso mondo, della stessa famiglia in cui poter sperimentare ed esprimersi senza pregiudizio! 
 
 


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