Eventi   /   I SOCI RACCONTANO...   /   DIARIO DI UN SOMMELIER - 08.03.20

a cura di Christian Liverani

 

Credo che frequentare il corso da Sommelier con A.I.S. sia stato il modo più profondo e consapevole per esprimere la mia gratitudine alle meravigliose sensazioni che i prodotti  della sinergia tra la natura, il territorio ed il lavoro dell'uomo mi hanno dato l'opportunità di provare.

Alla fine di questo appassionante percorso, dopo innumerevoli soddisfazioni e sacrifici, finalmente ho maturato la convinzione di non essere pronto per l'esame che mi aspetta. E che non potrò esserlo mai, per quanto tempo ed impegno possa dedicare ora ed in futuro a questa affascinante disciplina. Spero di mantenere viva questa mia certezza, questo inebriante senso di inadeguatezza ed incompetenza, per tutta la vita.

Che nessun calice possa mai dissetare completamente l'ardente curiosità che hanno acceso in me le avvincenti parole dei relatori ai corsi, dei produttori in cantina, degli amici in enoteca. Viviamo in un mondo incredibile, che non conosciamo quanto serve per essere amato quanto merita. E non è certo quel "mondo del sommelier" aristocratico ed altezzoso, che ritroviamo sulla copertina dei nostri tomi sontuosi, non è una loggia di cariatidi o una setta di adepti che parlano in codice e vestono austere divise. Non è un luogo inaccessibile dove si celebrano antichi riti ed esclusive cerimonie d'iniziazione. Le regole, gli schemi, i punteggi, il linguaggio e la gestualità sono solo la grammatica e l'ortografia necessarie per poter comunicare un tema tanto ampio quanto sfaccettato. Non servono a celare segreti ma a divulgarli. Non è un rifugio per disadattati sociali in cerca di un senso d'appartenenza ad un gruppo o preda di manie di protagonismo. E non deve nemmeno essere una scusa ai vizi, una patente per l'alcolismo o un certificato per motivare difficoltà di metabolismo. Una volta chiusi quei libri ho capito che "il mondo del sommelier" non esiste. 

Non ho studiato un "mondo"

Ho studiato "Il Mondo"

La sua storia, la geografia, l'enogastronomia, la biologia, la chimica ma soprattutto la struggente poesia racchiusa in ogni pugno di terra, in ogni seme, in ogni germoglio, in ogni goccia di pioggia, di sudore e in ogni raggio di Sole

Ho imparato a conoscere l'essenza stessa della vita. A rispettarla, a gustarla, ad amarla nelle morbidezze e nelle durezze che ci riserva. Non a valutarla o giudicarla. Mi hanno insegnato a conoscere me stesso, ad utilizzare al meglio i sensi per fare comunicare il cuore con il cervello. Non per arricchire il mio orgoglio, non per diventare un arrogante e presuntuoso agitatore di calici colmi di prestigiosi nettari che solo pochi eletti possono permettersi di acquistare o capire. Ho capito che non servono patrimoni inestimabili per trattarsi bene, per sentirsi pienamente  soddisfatti. Che il mondo, la natura e la vita sono democratici, e pure noi uomini dobbiamo imparare ad esserlo. Mi hanno insegnato a togliere la testa dalla barrique, che vuole uniformare e arrotondare vini e pensieri, e a curare l'individualità, le preziose peculiarità di ogni territorio, di ogni stagione, di ogni anno, di ogni uomo. Ma la lezione più importante che ho appreso come sommelier é quanto sia immensamente più appagante dare che ricevere: un sommelier é innanzitutto un servitore, non un illustre ed autoritario divo un po' snob dalle gote rosse. La sua missione, il suo compito più alto é soddisfare le aspettative del suo interlocutore sulle basi delle nozioni e dei mezzi di cui dispone. Senza la capacità e la voglia di trasmettere le proprie esperienze, un sommelier si riduce ad essere un'importante bottiglia di vino d'annata in bella mostra su una polverosa mensola. Se non viene aperta, va' verso un inevitabile declino. Ciò che resta é un elegante sepolcro.  Non sono pronto per affrontare questo esame e non lo sarò mai, ma credo di esserlo per diventare sommelier. Perché ho capito qual'è la migliore bottiglia di vino: é quella prodotta con lo stesso amore di chi l'apre e la degusta consapevolmente, condividendone le sensazioni che suscita. Ed ho capito qual'è il suo abbinamento più armonico: con chiunque voglia partecipare a vivere ognuna di queste irripetibili emozioni.

 

Grazie.


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