Eventi   /   2015   /   Le porte della sede riaprono: vino naturale e terroir secondo Fiorentini

Testo a cura di Adolfo Treggiari, addetto stampa delegazione AIS Cesena 
 
Da un medico in pensione ci si potrebbe aspettare di tutto tranne forse l’immensa passione che mette nella sua attività di produttore di vino: chi lo va a trovare in campagna lo trova su un trattore in mezzo ai campi a lavorare con gli operai oppure in cantina a fare travasi e imbottigliamenti. Cantina che rispecchia il lato professionale della persona, con una pulizia e una cura dei particolari che raramente si trova. Da oltre un secolo i vigneti della famiglia Fiorentini dominano la vallata di Castrocaro e la scelta dei “dottori” di continuare l’opera del bisnonno trasformando l’amore per il vino in una azienda è stata presa come una missione quasi ineludibile. Ed è questa estrema passione che ci ha trasmesso nell’incontro di “porte aperte in AIS” il dottor Fiorentini.
Da un lato ha tenuto a sottolinearci la sua passione per la Romagna e la scelta di vinificare principalmente uve romagnole in quanto ritiene che interpretare i prodotti del proprio terroir sia una “palestra” più che mai ricca di soddisfazioni e quasi doverosa per un romagnolo; dall’altro, pur sapendo come il “laboratorio” cantina possa trasformare la stessa uva in vini completamente differenti attraverso l’utilizzo di prodotti di fermentazione, affinamento, etc. che il mercato enologico oggi propone, abbia scelto come mission aziendale quella di cercare di estrarre dalle proprie uve il meglio con mezzi il più naturali e tradizionali possibili.
La degustazione parte con vini da uve tipicamente romagnole: Famoso e Albana. Si incomincia con il “Bvb: bianco delle volture bollicine” (rimanendo in tema di territorio…); spumante metodo charmat prodotto da uve Famoso 100% con la particolarità di essere volutamente demisec: scelta dovuta al fatto che “A me e alle donne di casa piace così”. Abbiamo proseguito con il “Bv bianco delle volture” vino bianco fermo prodotto sempre da uve famoso il cu nome, ci viene detto, deriva da registri doganali romani dove sono annotate le spese doganali sostenute dal poeta Plauto di Sarsina quando portava il vino della sua Romagna a Roma. Qui abbiamo trovato il caratteristico aroma di questo vitigno, quasi simile ad un moscato. Siamo poi passati all’albana “Cleonice” (che prende il nome dalla moglie del bisnonno Fiorone). Vino prodotto con fermentazione in botte e tecnica del battonage (o in alternativa, come ci ha spiegato, utilizzando un metodo artigianale con una botte “girevole” su ruote che mantiene le fecce in sospensione). Quello che sorprende di questo vino è l’estrema eleganza sia al naso per l’intensità con note di pesca, pera, gelsomino, sia in bocca per l’equilibrio e la morbidezza con un lungo finale.
La degustazione prosegue con i vini rossi, partendo dal “viola delle volture” un igt composto da sangiovese, cabernet e syrah (uve “da sempre presenti in azienda”). Colore un po’ violaceo, naso erbaceo, fruttato con note speziate e di pepe; discreto equilibrio in bocca con una buona freschezza e persistenza.
Con i tre vini successivi, ci ha fornito un esempio pratico di quello che può fare il “laboratorio” cantina mettendo in degustazione lo stesso vino (il Fiorone (il mitico bisnonno!!), Sangiovese superiore) imbottigliato lo stesso giorno ma con tre tappi diversi, ognuno con una diversa percentuale di trasferimento dell’ossigeno. Nonostante siano passati solo 4-5 mesi dall’imbottigliamento, i vini presentano evoluzioni diverse: quello con il tappo con maggiore passaggio di ossigeno è già un vino evoluto con sentori di frutta matura, confettura; quello con un passaggio intermedio di ossigeno presenta una evoluzione minore con minore morbidezza e profumi di frutta fresca; quello con minor passaggio di ossigeno è ancora un vino giovane, come appena imbottigliato.
Si è passati quindi al sangiovese superiore riserva “Vigna dei dottori” (nome derivante dal fatto che la prima bottiglia è nata con la “spinta” dei colleghi medici). Naso intenso dominato da ciliegia e mora con una nota speziata di cannella e cacao. Palato morbido ed elegante con tannino ed alcool che si rincorrono in un ottimo equilibrio.
La serata si è conclusa con l’ultimo vino nato in casa Fiorentini. Il “Nero delle Volture” che pur partendo dalla stessa base del viola delle volture (sangiovese, cabernet e syrah) ha fatto un passaggio in barrique invece che in botte grande: il “nero delle volture” è il nuovo vino di punta dell’azienda. Al naso i sentori erbacei del cabernet si fanno sentire, così come la speziatura, non invadente, data dall’affinamento in barrique. Palato interminabile con un equilibrio quasi perfetto.
Non pago di averci fatto degustare tutta la gamma dei suoi vini, ci ha fatto chiudere la serata con le ultime bottiglie dell’annata 2010 (ultima annata prodotta in attesa che esca la nuova 2014) di albana passita “Madama Dorè. Il colore ambrato è intrigante, naso pieno con sentori di frutta secca, miele, agrumi, albicocca; palato inaspettato dove l’acidità riesce a contrastare la dolcezza rendendo il vino non stucchevole ma molto piacevole. Finale delicato lunghissimo.


 

Il 28 settembre le porte della sede di Cesena di AIS Romagna riaprono per la nuova stagione delle serate “Porte Aperte in AIS”.
Il successo della prima edizione ci ha motivati a proseguire le attività e molti sono i produttori che ad oggi ci chiedono di partecipare, tra questi anche l’azienda Agricola FiorentiniVini di Castrocaro Terme.
Insieme al Dottore e vignaiolo Fiorino Fiorentini, degusteremo i suoi vini per discutere di concetti quali terroir e la naturalità del varietale.
Stando a quanto pensa Fiorentini: "Le attuali conoscenze enologiche e la grandissima disponibilità di prodotti per la fermentazione, affinamento ed imbottigliamento del vino possono radicalmente modificare lo stesso succo di uva, tanto da ottenere vini completamente diversi, per cui “caratterizzare” un vino “solo” sulla zona o sottozona di produzione diventa di fatto oggigiorno un esercizio forse opsoleto: più aderente alla realtà potrebbe essere una valutazione che tenga conto non solo del territorio, ma anche della “Filosofia Aziendale” e della “scuola” enologica utilizzata che di fatto sono gli “Interpreti del Territorio” che “propongono” alla fine il prodotto da valutare."

La serata si svolgerà presso la sede di Via delle Fragole, alle ore 20:00. Potranno partecipare tutti i soci AIS, venendo muniti di valigetta con i bicchieri.
I costi saranno pari a quelli per la copertura dei costi di realizzazione della serata.
Per partecipare è possibile prenotarsi all’indirizzo: segreteria@aisromagna.it, il numero dei posti disponibile è di 30 partecipanti.


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