Testo a cura di Ilaria di Nunzio, addetto stampa AIS Romagna

 

Quando Forbes incoronò l'Emilia Romagna regione migliore al mondo per il mangiare, si è assistito ad un vero e proprio assalto al carro del vincitore, con quell'orgoglio patriottico che gonfia il cuore e lo sgonfia immediatamente dopo aver urlato la conquista al primo posto. Di fatto questa tifoseria dei rigori, esulta al made in E.R. ed acquista al ribasso proprio uno dei prodotti che ha contribuito al titolo: l'olio d'oliva. La Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell'Olio, organizzata a Dozza il 21 maggio era volta  proprio al superamento di questo vuoto informativo e a sostegno del più importante prodotto alimentare italiano.

L'olio sta di fatto vivendo un periodo di profonda crisi culturale, la devastante annata del 2014 ha incentivato l'importazione illecita di oli extra comunitari, a fronte del consumo interno quattro volte superiore a quello prodotto. Allo stesso tempo la GDO sfrutta troppo spesso la vocazione culturale dell'olio, svilendolo a prodotto civetta del volantino promozionale.

Il convegno è stato dunque un atto dovuto, più che un evento sull'olio. Si è partiti con l'analisi storica della sua diffusione in regione, testimoniandone l'esistenza sin dall'epoca pre-romana fino alla piccola glaciazione del 1709 che ne ha provocato una parziale distruzione, se non fosse stato per gli effetti successivi del riscaldamento termico che ha prodotto un ripopolamento di talee, divenute oggi già cultivar con nomi locali come Farneto e Montecalvo e oli come l'Olio del Ducato.

Il Consorzio Olio DOP Brisighella, da parte sua, ha ribadito l'intenzione nel continuare a produrre la DOP con la Nostrana in purezza, ma ha anche denunciato i ritardi all'approvazione del nuovo disciplinare, contenente un valore di acidità inferiore agli 0,8 gr/lt. previsti, standard in evidente contrasto con le politiche di omologazione agli oli europei, tutelati in egual misura dal Parlamento UE.

Grazie all'intervento del MIPAAF si è poi compreso come e cosa leggere su un etichetta, per la tutela del consumatore e la garanzia del prodotto, mentre il relatore AIS Bruno Piccioni ha guidato una magistrale lezione sugli abbinamenti, elencando nomi di preparazioni ad altrettanti oli, distinti tra loro per caratteristiche organolettiche e millesimi di produzione.

La speranza è dunque quella che al prossimo riconoscimento internazionale, al sentimento d' orgoglio popolare segua l'azione d'acquisto di un olio italiano certificato, a tutela della nostra salute e della nostra identità culturale.


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