In caldo e soleggiato pomeriggio autunnale siamo stai accolti da Pietro e Luciano nella splendida cornice della tenuta Piccolo-Brunelli.

Nel parco della villa padronale (il cui nucleo centrale comprendente una torretta di avvistamento risalente al 1150) Pietro ci ha illustrato la storia della tenuta posseduta dalla sua famiglia da ormai 4 generazioni (i nomi dei vini prodotti dall’azienda riprendono quelli  ella famiglia).

Ci troviamo oltre i 300 metri di altitudine su terreni prevalentemente argillosi che in unione alle forti escursioni termiche danno origine a vini di grande struttura e corpo destinati ad un lungo invecchiamento.

Una lunga passeggiata in mezzo ai vigneti ci permette di vedere la differenza tra vecchio e nuovo vigneto (densità di impianto diverso, distanza tra le piante e i filari…), forme di allevamento della vite e tecniche moderne di potatura, recinti elettrificati per la protezione da cinghiali e caprioli.

Con i diversi colori autunnali delle foglie riusciamo anche a identificare i vari tipi di vitigni (sangiovese, cabernet, syrah).

Alla fine della passeggiata arriviamo al terreno dove saranno impiantate nuove vigne con vitigni a bacca bianca (chardonnay, riesling, manzoni bianco) con i quali l’azienda (che attualmente produce solo vini rossi) inizierà a sperimentare il proprio territorio nella produzione di vini bianchi.

Tornati in cantina, iniziamo la degustazione partendo dall’anteprima del Conte Pietro, sangiovese superiore. Vino dal colore intenso e con profumi fruttati (ciliegia, frutti di bosco, viola, rosa canina). In bocca i tannini ancora giovani si fanno sentire con la loro piacevole esuberanza. Finale lungo e fruttato.

Siamo poi passati al Cesco 1938 sangiovese Predappio 2013. Anche qui troviamo un vino di grande struttura con un rosso rubino intenso. I profumi ricordano la tipicità del vitigno: viola, ciliegia con una leggera nota balsamica, tostata e speziata. Al palato si percepisce la struttura, la presenza di tanti tannini non aggressivi e una buona freschezza. Finale lungo e persistente.

Dante 1872 sangiovese riserva 2013. Anche in questo vino ritroviamo l’eleganza a la struttura percepite negli altri. Il lungo affinamento in legno rende ancora più morbidi ed eleganti i tannini portando l’assaggio ad un finale lunghissimo.

Abbiamo terminato la degustazione con il Pietro 1904, un Forli rosso IGT 2013 con vitigni merlot e cabernet sauvignon. Rosso rubino intenso di grande struttura. Naso fruttato, floreale, balsamico con speziatura di vaniglia e chiodi di garofano. Al palato oltre al tannino e alla freschezza si percepisce una buona sapidità. Finale fruttato molto lungo.


 

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