Addio a Giorgio Amadei,
il formatore che sapeva emozionare
Villagrappa, 10 dicembre 2025 – “… vorrei però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi…”. Mi vengono in mente i versi di questa canzone di Guccini mentre guardo la bara che contiene le spoglie di Giorgio. Così voglio e vogliamo ricordare Giorgio Amadei, storico relatore ed ex-responsabile didattica di AIS Romagna, scomparso a 78 anni, nel giorno del suo ultimo saluto.
La Chiesa di Santa Maria Maddalena di Villagrappa, di fronte alla casa della sua famiglia, si è riempita oggi per i funerali. Una folla commossa ha partecipato alla cerimonia, testimoniando l’affetto e la stima che la comunità enoica e non solo nutriva per lui.
Giorgio non era semplicemente un formatore: era una presenza capace di trascinare con il suo entusiasmo contagioso chiunque partecipasse ai suoi corsi. La sua passione per il vino e per l’insegnamento emergeva in ogni lezione, in ogni degustazione, in ogni momento condiviso con allievi e colleghi. Sapeva trasmettere conoscenza con quella naturalezza che appartiene solo a chi ama profondamente ciò che fa.
Sempre pronto ad aiutare, a stimolare, a incoraggiare chi si avvicinava al mondo dell’enologia, Giorgio aveva fatto della disponibilità e della gentilezza i tratti distintivi del suo approccio didattico. La sua bontà d’animo si rifletteva nel modo in cui accoglieva ogni domanda, ogni curiosità, trasformando l’apprendimento in un’esperienza umana prima ancora che tecnica.
La sua scomparsa lascia in molti anche il rimpianto di una telefonata mai fatta, di un saluto rimandato, di un grazie non detto in tempo. È una lezione che Giorgio ci consegna anche nell’addio: non aspettare domani per dire a qualcuno quanto è importante, per ringraziarlo, per fargli sentire il nostro affetto. Le persone speciali meritano di saperlo mentre sono ancora qui, mentre possono ancora sentire la nostra voce e il calore delle nostre parole.
Giorgio Amadei lascia nel dolore la moglie Marisa, il figlio Filippo, la nuora Luciana e i parenti oltre a tutti noi che gli abbiamo voluto bene.
Un momento particolarmente toccante ha segnato la conclusione della cerimonia: con le affettuose parole del figlio e le struggenti note della celebre colonna sonora di Ennio Morricone, la scena finale di “C’era una volta il West”.
Nel ricordo di chi lo ha conosciuto, nella passione che ha saputo trasmettere, nell’eredità di competenza e umanità che lascia all’AIS Romagna, Giorgio continuerà a vivere. Il suo entusiasmo resterà in ogni calice alzato con la consapevolezza che lui ha contribuito a costruire, in ogni allievo che porta avanti l’amore per il vino che Giorgio sapeva così bene comunicare. E che il suo modo di essere ci faccia sempre da guida.
La famiglia ha richiesto offerte a favore dell’Istituto Oncologico Romagnolo.
L’AIS Romagna perde un pilastro della propria attività formativa, ma soprattutto una persona il cui ricordo continuerà a vivere in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.


